Counseling nelle parrocchie

“Il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale.” (Dal sito www.assocounseling.it)

Gli ambienti delle parrocchie, e ancor di più quelli delle comunità pastorali, sono connotati da una enorme molteplicità di relazioni diverse tra loro. Ci sono i giovani che frequentano l’oratorio che si interfacciano con diverse figure adulte (catechiste, allenatori, altri responsabili) e viceversa: un mondo adulto che si interfaccia con i giovani; c’è chi chiede aiuto: sia di tipo economico sia per difficoltà di salute proprie o dei famigliari; ci si interfaccia così con il mondo della sofferenza; ci sono le relazioni tra presbiteri e presbiteri-laici, non sempre semplici; ci sono persone anziane e bambini; c’è il Consiglio Pastorale e il Consiglio degli Affari Economici; l’attività sportiva e quella caritativa; ci si interfaccia con la società civile e l’elenco potrebbe continuare.

Siamo capaci di vivere e gestire al meglio possibile, anche se non perfettamente, questa considerevole quantità di volti e di storie che incrociamo?

Certamente non basta frequentare la parrocchia o vivere un ministero (ordinato o meno) per essere automaticamente “capaci” di entrare in relazione. Però si può imparare. Un counselor può aiutare a fornire alcuni strumenti indispensabili, sia con percorsi formativi sia con percorsi più esperienziali.

Esempi di corsi

Quando volano i piatti

“Nella vita matrimoniale si litiga, a volte ‘volano i piatti’, ma vi do un consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace”
(Papa Francesco, udienza generale del 13 maggio 2015)

L’Oasi di Santa Maria propone, come è tradizione da ormai qualche anno, un ciclo di incontri per aiutarci ad approfondire, in modo semplice e concreto, alcuni aspetti della nostra vita. Quest’anno si desidera raccogliere l’invito di papa Francesco espresso nella sua esortazione apostolica “Amoris Laetitia”: “Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare!” (AL n° 325). Per poter continuare a camminare, nella stessa esortazione, egli ci suggerisce di prendere dalle scienze umane come sociologia, pedagogia, psicologia, counseling quanto serve per una corretta e piena realizzazione della dimensione umana che può aprirsi completamente alla relazione con Dio.

Nasce così la proposta di 4 incontri in cui mettere al centro proprio questa dimensione umana della relazione, per imparare alcuni piccoli “trucchetti” che ci possono aiutare a vivere un poco più serenamente l’inevitabile e concreto incontro\scontro con l’altro.

Sessualità e affettività

E’ possibile confrontarsi con i ragazzi di oggi?

Per parlare di sessualità e di affettività con i giovani è importante chiedersi: quale reazione emotiva ho quando si affronta questo argomento? E’ possibile trovare un senso profondo e comunicabile di questo aspetto fondamentale della vita?

Tentiamo insieme di trovare delle possibili risposte